La Corte di Cassazione Sezione I con sentenza n. 12965 del 22 giugno 2016 ha sottolineato un importante principio in materia di usura nei contratti bancari (mutuo - finanziamento - conto corrente) stabilendo che «La clausola contenuta nei contratti di apertura di credito in conto corrente, che preveda l’applicazione di un determinato tasso sugli interessi dovuti dal cliente e con fluttuazione tendenzialmente aperta, da correggere con sua automatica riduzione in caso di superamento del c.d. tasso soglia usurario, ma solo mediante l’astratta affermazione del diritto alla restituzione del supero in capo al correntista, è nulla ex a rt. 1344 c.c., perché tesa a eludere il divieto di pattuire interessi usurari».

Dunque, per la S.C. di Cassazione la c.d. clausola di salvaguardia inserita nei contratti bancari a tutela degli istituti di credito (clausola che prevede che il tasso di interesse dovrà essere sempre e comunque considerato pari al massimo consentito dalla legge) è invece da considerarsi nulla e, pertanto, inefficace in quanto "tesa ad eludere il divieto di pattuire interessi usurari" ex art. 1344 c.c.

NUOVA PRONUNCIA DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE IN MATERIA DI USURA: NULLITA' DELLA C.D. CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA NEI CONTRATTI BANCARI. 

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